CHIESE


La cattedrale, dedicata al Patrono della città, S. Emidio da Treviri (festeggiato il 5 agosto) e risalente all'età paleocristiana, sorge su un preesistente edificio romano.
Successivamente, tra l' XI e il XII secolo, è stata ricostruita a navata unica in forma di croce latina, poi dal 1482 sono state aggiunte due navate laterali, l'abside centrale e, nel 1529 l'avanzamento della facciata disegnata da Cola dell'Amatrice e incompiuta nella torre di sinistra.
All'interno possiamo ammirare il Polittico di Crivelli e il Paliotto d'argento situati nella cappella del SS. Sacramento.


La chiesa di S. Francesco, risalente al 1258, è di stile gotico e presenta nel portale laterale una statua dedicata al Papa Giulio II della Rovere.
Al suo interno è a tre navate con pianta a croce latina e custodisce pale d'altare risalenti al '500 e affreschi attribuiti a Cola dell'Amatrice.

 


La chiesa di S. Maria Intervineas, risalente al V secolo ma completata solo nel XIII, è in stile romanico ed è un esempio di chiesa fortificata, con feritoie nella parte absidale, che guardava verso Porta Tufilla.
L'appellativo "inter vineas" (tra le vigne) deriva dalle coltivazioni che una volta si trovavano attorno alla chiesa.


La chiesa dei S.S. Vincenzo e Anastasio, eretta probabilmente nel VI - VII secolo, presenta una facciata composta da 64 riquadri(un tempo contenenti affreschi), un portale risalente al 1306 con tre piccole sculture raffiguranti la Vergine e i Santi a cui è dedicata e un campanile del X secolo.
Al suo interno vi troviamo una cripta, dedicata a S. Silvestro, che presenta un piccolo pozzo un tempo alimentato da una sorgente d'acqua ritenuta miracolosa, alla quale ricorrevano i malati di lebbra intorno al XIV e XV secolo.


La chiesa di S. Pietro Martire, di dimensioni imponenti, fu voluta in seguito al passaggio in città del frate Pietro da Verona nel 1250.
Iniziata nel 1280 e completata nel XV secolo, è in stile gotico e presenta tre absidi poligonali; all'interno si conserva il reliquiario della Sacra Spina, donato nel 1290 dal re francese Filippo il Bello ai Domenicani di Ascoli, in cambio di una reliquia di S. Domenico.


La chiesa di S. Maria della Carità, detta popolarmente "della Scopa" dal nome della Confraternita dei Battuti dalla Scopa, fu costruita a partire dal 1539 in stile rinascimentale, su progetto di Cola dell'Amatrice.
Al suo interno sono presenti affreschi e dipinti di Girolamo Buratti recentemente restaurati.



Volendo proseguire il nostro itinerario sui luoghi spirituali di Ascoli, non abbiamo che l'imbarazzo della scelta: infatti, volendo fare un cammino che ci porti a scoprire la storia di
S. Emidio, si possono visitare il tempietto di S. Emidio Rosso, la fonte di S. Emidio (lavatoio di borgo Solestà), la chiesa di S. Emidio alle Grotte e la Cripta della Cattedrale; volendo seguire un itinerario che ci faccia scoprire le chiese  romaniche della città, possiamo iniziare dal Battistero di S. Giovanni e continuare con altre 16 chiese (S. Salvatore di sotto, S. Vittore,
S. Gregorio Magno, S. Angelo Magno, S. Venanzio, S. Giuliano, S. Croce, S. Andrea apostolo, S. Maria delle Donne, S. Tommaso apostolo, S. Giacomo apostolo, S. Pietro in Castello,
S. Ilario, S.S. Matteo e Antonio); volendo invece scoprire i luoghi dove si respira lo spirito del francescanesimo, oltre alla grandiosa chiesa in piazza del Popolo, si possono vedere il Convento di S. Francesco e il santuario cappuccino di S. Serafino da Montegranaro; infine, per i devoti Mariani, si può visitare la chiesa delle Concezioniste, la chiesa di S. Agostino (che conserva un dipinto raffigurante la Madonna della Pace) e le varie chiese romaniche dove possiamo trovare vari affreschi mariani.


MONUMENTI


Il palazzo dei Capitani, residenza, nei secoli, del Capitano del Popolo, del Podestà, poi degli Anziani ed infine dei Governatori Pontifici, è una costruzione che porta i segni di notevoli trasformazioni architettoniche che si sono susseguite nel tempo.
L'edificio ha assunto l'aspetto attuale nella prima metà del '500 poi, dopo l'incendio del 1535, è stato completamente ristrutturato e, nel 1549, è stato realizzato il portale, nella cui parte superiore è stato inserito il monumento a Papa Paolo III Farnese.
Nel 1982, in seguito ad alcuni lavori di restauro, nel seminterrato del Palazzo è stata rinvenuta una porzione di pavimento romano e vari frammenti relativi al III secolo a.c., che hanno permesso di realizzare un percorso archeologico che copre un'area di ben 380 metri quadrati.



Ascoli è detta la città dalle cento torri gentilizie, infatti, nel 1242 Federico II ne fece distruggere 91 delle 200 esistenti in epoca medioevale. Esse erano delle vere e proprie costruzioni militari che servivano a rappresentare il potere delle famiglie cui appartenevano.
Oggi ne possiamo vedere una cinquantina, anche se molte sono state ridimensionate ed inglobate nelle abitazioni e due trasformate in campanili di chiese. La più leggiadra tra quelle esistenti è la torre degli Ercolani, alta circa 35 metri e rastremata in cima.


Il palazzo dell'Arengo, sede della Pinacoteca Civica e del Comune, è una costruzione risalente tra il 1679 e il 1745, la cui facciata incorpora due antichi edifici medioevali di cui alcune parti sono ancora visibili nelle due sale a tre navate del piano terra e nel salone del piano superiore con copertura a capriate.


Il ponte romano Augusteo, detto di porta Cappuccina, risalente al I secolo a.C., è uno dei più grandi ponti romani per ampiezza di luce (oltre 22 metri) e, dopo i lavori di restauro condotti negli anni '30, è percorribile anche all'interno.
All'inizio di questo ponte c'è porta Solestà (una delle sette che un tempo chiudevano la città entro il perimetro fluviale), fatta costruire nel 1230 dal Podestà di Ascoli, come si può leggere nell'iscrizione posta sul lato destro.
 In alto invece, compare una lapide con gli stemmi congiunti di Ascoli e Fermo a ricordo della pace sancita nel 1450.



MUSEI


La Pinacoteca Civica , ordinata al primo e al secondo piano del Palazzo dell'Arengo, fu istituita nel 1861 e contiene la più importante raccolta d'arte figurativa nelle Marche, dopo quella di Palazzo Ducale ad Urbino.
L'opera più singolare ivi custodita è il grande piviale di Niccolò IV (esempio di "opus anglicanum" di pregevole e rara fattura risalente al XII secolo).


Di recentissima istituzione è il Museo Provinciale dedicato allo scienziato ascolano Antonio Orsini (1788 - 1870) che raccolse, nell'arco della vita, una collezione di fossili, minerali, vegetali, conchiglie, erbari.
Questo Museo di Storia Naturale conserva anche un epistolario e diversi strumenti scientifici usati dal naturalista nelle sue ricerche.


Il Museo Diocesano è situato nel Palazzo dell'Episcopio ed è stato istituito nel 1961.
Esso contiene dipinti di Cola dell'Amatrice e di Pietro Alemanno, nonché opere di oreficeria, sculture lignee ed in pietra di arte marchigiana ed abbruzzese dei secoli XIII - XV.
Il Museo ospita anche parte degli affreschi provenienti dalle chiese ascolane di S. Vittore e dei S.S. Vincenzo  e Anastasio, nonché opere di artisti contempporanei.
Infine , di straordinaria importanza sono la statua d'argento e il braccio reliquiario di S. Emidio.


Volendo visitare altri luoghi di cultura, possiamo vedere la Galleria d'Arte Contemporanea "O. Licini", il Museo Archeologico Statale, il Museo - Biblioteca "Marcucci", la Biblioteca Civica " G. Gabrielli" e l'Archivio di Stato.


MONTI SIBILLINI


Questi monti, diventati parco nazionale dal 1993, sono un gruppo calcareo con numerose cime sopra i 2000 metri: Vettore (il più alto, m. 2476), Porche, Priora, Sibilla ed altri.




A 1940 metri si trova il Lago di Pilato, l'unico glaciale degli Appennini, che ospita il Chirocefalo di Marchesoni, un minuscolo crostaceo unico al mondo.


STAZIONI SCIISTICHE


La Montagna dei Fiori
(m. 1814) è l'unico massiccio montano del centro Italia a trovarsi ad una distanza di soli 30 chilometri dal mare.
Essa faceva parte del complesso sistema viario della transumanza che permetteva il trasferimento invernale delle greggi verso il Tavoliere delle Puglie.
Una testimonianza di questa attività, sono le caciare, piccole costruzioni in pietra, utilizzate dai pastori come ricovero vicino ai pascoli.




Dalle "tre caciare" (m. 1438) parte una seggiovia che arriva fino a Monte Piselli (m. 1676) dove, durante la stagione invernale, si possono utilizzare le sciovie di un piccolo comprensorio gestito dal Consorzio Turistico dei Monti Gemelli.